giovedì 26 maggio 2016

KRAV MAGA

... ovvero sopravvivi!

Da che ho memoria ho sempre praticato almeno uno sport ma più spesso due o tre parallelamente.
Il nuoto, mio fedele compagno, l'ho affiancato nel corso del tempo a diversi altri sport: sci, snowboard, pallacanestro, danza classica, moderna e contemporanea, ginnastica artistica e ritmica, rugby, windsurf... 
Fino alla quinta liceo la mia vita è sempre stata un correre da una piscina verso una palestra o viceversa. 
Poi sono crollata. 
In quel periodo mi sentivo un po' soffocare dai troppi impegni quindi ho mollato tutto. Ho trascorso un anno a non fare niente. Era il primo anno dell'università: senza obbligo di frequenza, senza orari... mi sono persa. Non capivo perché fossi così stanca eppure dormivo sempre. 
Sono riuscita a scrollarmi di dosso quell'apatia lavorando durante la stagione estiva come animatrice in un villaggio turistico in Calabria. Quel lavoro mi ha contemporaneamente ridato vita e prosciugato ogni energia. Finita la stagione ero distrutta ma sveglia e cosciente di dover riprendere a fare sport, la mia ancora di salvezza.
Ma cosa scegliere? Mentre valutavo se tornare nella cara e vecchia piscina è successo un episodio sgradevole, che me ne ha fatti ricordare altri, i quali tutti insieme mi hanno fatto infuriare e sentire impotente. Quindi mi sono orientata verso l'autodifesa.
Avevo già iniziato a frequentare dei corsi in passato ma non ne ero rimasta soddisfatta, cercavo qualcosa di più efficace.
Ho sperimentato diverse discipline in diverse palestre fino a trovare un istruttore davvero preparato e la tecnica giusta per me: Krav Maga.
Per i primi tre anni sono riuscita a praticare sia krav che pugilato poi l'anno scorso per diverse ragioni ho dovuto scegliere. Krav ovviamente. Perché?
Semplice, perché funziona.
Sono tecniche universali studiate per essere efficaci in qualsiasi situazione, che tu sia più forte del tuo avversario, il che ovviamente non guasta, o più debole non importa, non è una questione di muscoli.
Allenandomi ho imparato molto e non solo in tecniche ma anche mentalmente: controlla il tuo spazio, se possibile individua la minaccia prima che questa arrivi troppo vicino a te, niente panico, non si muore per un pugno, respira, possibilmente ogni volta che espiri percuoti dove fa più male e scappa.

"Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro.
E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te."
(Friedrich Nietzsche)

Translate

INTRODUCTIONS

Welcome, my name is Giulia. I’m lucky to have a wonderful family, together we are a team: mom Paola, dad Adriano and grandparents Giann...